
Carenze nelle procedure di sicurezza a bordo del traghetto Sansovino della Caronte & Tourist Isole Minori: lo ha stabilito l’inchiesta che ha portato alla luce la responsabilità della società armatrice condannata a 300 mila euro di sanzione pecuniaria. Il Tribunale di Messina ha emesso la sentenza di primo grado per la morte di tre marittimi sulla nave Sansovino, avvenuta il 29 novembre 2016 nel porto di Messina. L’incidente, causato da esalazioni tossiche di acido solfidrico durante operazioni di manutenzione in una cisterna di acque reflue, ha visto due condanne per omicidio colposo e violazioni sulla sicurezza sul lavoro. La decisione arriva a dieci anni dai fatti, chiudendo un processo iniziato nel 2019.
Le vittime furono Cristian Micalizzi (38 anni, primo ufficiale di Messina), Gaetano D’Ambra (27 anni, secondo ufficiale di Lipari) e Santo Parisi (51 anni, motorista di Terrasini). I tre entrarono nella stiva senza adeguate protezioni né analisi chimica dei gas, inalando il letale acido solfidrico formatosi nella cisterna.
Il giudice monocratico Alessandra Di Fresco ha condannato l’armatore Luigi Genchi e l’ispettore tecnico Domenico Cicciò a 2 anni e 4 mesi ciascuno. Assolti per non aver commesso il fatto il direttore di macchina Fortunato De Falco e l’agente marittimo Giosuè Agrillo; per tutti, non doversi procedere per prescrizione su vari reati contravvenzionali.
Per questa vicenda aveva già patteggiato la pena il comandante della nave.
Le famiglie delle vittime erano già state risarcite in fase investigativa, senza costituirsi parti civili.







