
Messina si prepara a una giornata politica ad alta tensione con il corteo “Sì al Ponte” in programma domani in piazza Duomo, promosso da una rete di associazioni, movimenti, sindacati e comitati tra Sicilia e Calabria. La manifestazione punta a rilanciare il Ponte sullo Stretto come opera strategica per il Mezzogiorno e per il Paese, in un clima reso ancora più acceso dal confronto tra sostenitori e oppositori del progetto. L’ Anac chiede di rifare la gara, il governo insiste per andare avanti senza stop, e la società concessionaria continua a puntare sull’avvio dei cantieri entro il 2026. E intanto…si sfila per le vie di Messina.
Alla mobilitazione sono attesi anche esponenti nazionali del fronte favorevole all’opera, a partire dal ministro Matteo Salvini, la cui presenza è stata confermata dai promotori e richiamata dai resoconti della manifestazione. Il corteo nasce come risposta politica e simbolica alle critiche degli ultimi mesi e vuole trasformare Messina nel centro della spinta pro-Ponte.
L’appuntamento è stato costruito come una grande chiamata pubblica a favore della infrastruttura, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare investimenti, collegamenti e sviluppo. I promotori sostengono che il Ponte rappresenti una svolta per la mobilità dello Stretto e per l’occupazione, mentre il fronte contrario continua a parlare di opera costosa e divisiva.
La manifestazione si inserisce in una lunga stagione di contrapposizione politica sul tema, ma questa volta con un segno invertito rispetto ai cortei tradizionali di Messina. Non più una piazza “contro”, dunque, ma una mobilitazione “per” il Ponte, con il sostegno di realtà organizzate dei due versanti dello Stretto.
Oltre a Matteo Salvini, che nei mesi scorsi ha ribadito la volontà di andare avanti con il cronoprogramma dell’opera e di arrivare all’apertura dei cantieri nel 2026, attesi anche il governatore Occhiuto e il Presidente Schifani oltre ad esponenti del fronte favorevole al Ponte, in una cornice che vuole mettere insieme amministratori locali, rappresentanti del centrodestra e organizzazioni territoriali. La manifestazione, per i promotori, dovrà mostrare che il consenso all’opera esiste ancora ed è pronto a farsi sentire nello spazio pubblico.
Sul fondo resta però il nodo più delicato: la gara del Ponte. L’Anac ha ribadito nei giorni scorsi che, alla luce dell’aumento del valore dell’appalto e dei rilievi sulle norme europee, la procedura andrebbe rifatta, sostenendo che il nuovo decreto non basta a superare le criticità.
La società Stretto di Messina, per contro, sostiene che il progetto vada avanti e che l’iter possa concludersi entro l’estate 2026, con l’avvio dei lavori nell’ultimo trimestre dell’anno. Salvini ha respinto l’idea che una nuova gara equivalga a un no all’opera, ma il confronto istituzionale resta apertissimo e destinato a riaccendersi anche dopo il corteo di domani.







