
È aperta un’inchiesta per corruzione e rivelazione del segreto di ufficio legata al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. La Procura di Roma ha delegato i carabinieri del Ros all’esecuzione di un decreto di perquisizione a carico di tre persone, tra cui un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, un avvocato già consigliere di amministrazione della società responsabile dell’opera e un imprenditore di Reggio Calabria.
Gli indagati sono Tommaso Miele, 70 anni, magistrato, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in quiescenza da febbraio 2026); Giacomo Francesco Saccomanno, 71 anni, avvocato, già consigliere di amministrazione della “Stretto di Messina Spa” (2023-2026); Vincenzo Virgiglio, 65 anni, imprenditore di Reggio Calabria, responsabile relazioni esterne dell'”Accademia Calabria” accusati di voler condizionare la Corte dei Conti.
Le indagini hanno documentato condotte dei tre indagati avvenute a Roma dall’autunno 2025, mentre Miele era ancora in servizio, tese a condizionare l’esame di legittimità della Corte dei Conti sull’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’opera pubblica.
Secondo la nota della Procura, Saccomanno e Virgiglio avrebbero avvicinato il giudice contabile promettendogli appoggio per ricoprire cariche in enti di diritto pubblico dopo il pensionamento, subordinandolo alla sua azione favorevole per la Stretto di Messina Spa. I due avrebbero tentato di avvicinare altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo. Virgiglio e Saccomanno avrebbero rivelato a soggetti terzi notizie coperte da segreto acquisite dal giudice. Miele avrebbe offerto la propria disponibilità, fornendo costanti aggiornamenti sull’andamento della procedura, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi e sullo sviluppo della Camera di Consiglio. Il magistrato avrebbe esaminato la decisione sfavorevole del 29 ottobre 2025, impegnandosi a predisporre una memoria per la Stretto di Messina Spa da consegnare al commercialista, manifestando in cambio interesse a diventare Presidente dell’Antitrust o di una società partecipata
Le perquisizioni, svolte a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, hanno portato al sequestro di diversi dispositivi elettronici e documenti, che verranno sottoposti a specifiche valutazioni per appurarne la valenza probatoria.
Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, ha dichiarato: “Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea ai fatti. Confermiamo la massima disponibilità a collaborare con le Autorità inquirenti”.
Dal centrosinistra reazioni immediate. Anthony Barbagallo (Pd): “L’indagine scoperchia un pentolone di forzature e pesanti opacità che il Partito Democratico denuncia da mesi; Angelo Bonelli (Avs): “Quanto emerge è di una gravità inaudita. Parliamo di 14 miliardi di euro pubblici“; Barbara Floridia (M5s, senatrice messinese): “È ora di dire basta: Meloni sancisca il ‘game over’ definitivo all’opera”
L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco e conferma le ombre che da mesi circondano il progetto del Ponte, già sotto il faro della Procura di Roma.







