Addio a Igor Protti: ci lascia l’attaccante che conquistò Bari, Livorno e Messina

A 58 anni muore Igor Protti, ex attaccante che ha segnato per sempre la storia del calcio italiano degli anni ’90. La famiglia ha condiviso il suo ultimo messaggio, come da sue volontà: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.

L’ultimo saluto, dalle 15 di oggi: il corpo si trova presso la stanza del commiato Frongillo al cimitero di Cecina, Via della Rimembranza.

Messina: il beniamino dei giallorossi

Dopo una breve parentesi alla Virescit Bergamo, nel 1989 Protti arriva al Messina in Serie B. Qui esordisce in cadetteria e diventa sin da subito il beniamino della tifoseria, prendendo il posto di Salvatore Schillaci passato alla Juventus.

Tre stagioni in Sicilia con 31 gol, anche se la terza termina con la retrocessione in C1. Protti, molto legato ai tifosi giallorossi, si dichiara disposto a restare, ma la dirigenza lo cede per salvare il Messina dal fallimento.

Bari: il capocannoniere che retrocesse

Nel giugno 1992 passa al Bari per 6,5 miliardi di lire. Dopo due stagioni in Serie B, viene promosso in Serie A con i pugliesi.

La stagione 1995-1996 è epica: Protti conquista il posto a suon di gol e a fine campionato raggiunge quota 24 reti, valendogli – a pari merito con Giuseppe Signori – il titolo di capocannoniere di Serie A.

È l’unico giocatore nella storia a laurearsi capocannoniere della Serie A giocando per una squadra (il Bari) poi retrocessa. I gol di Protti non basteranno comunque a salvare il Bari, che sarà costretto a cederlo alla Lazio per 7 miliardi di lire.

Livorno: il simbolo amaranto che riportò la squadra in A

Nel 1999 Protti torna al Livorno, squadra nella quale aveva iniziato, siglando un ritorno dopo 11 anni. Diviene presto un simbolo degli amaranto:

  • Capocannoniere C1 2000-2001 (20 gol) e 2001-2002 (27 gol)

  • Capocannoniere Serie B 2002-2003 (23 reti)

  • Con i suoi 27 gol del 2001-2002 porta il Livorno in Serie B dopo 31 anni

  • Con 24 gol nella stagione 2003-2004 è decisivo per il ritorno del Livorno in Serie A dopo 54 anni

Protti torna in Serie A a 37 anni. La sua ultima partita è Livorno-Juventus (2-2), nella quale segna l’ultimo gol della propria carriera e lascia la fascia di capitano a Cristiano Lucarelli. Chiude l’attività agonistica il 1º luglio 2005.

Un record unico: capocannoniere in A, B e C1

Igor Protti è, assieme a Dario Hübner, l’unico giocatore ad ottenere il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1:

Campionato Stagione Squadra Reti
Serie A 1995-1996 Bari 24
Serie B 2002-2003 Livorno 23
Serie C1 2000-2001 Livorno 20
Serie C1 2001-2002 Livorno 27

Totale carriera: 669 partite e 257 reti alla media di 0,38 gol a partita.

La malattia e gli ultimi anni

Il 5 luglio 2025, Protti rivela che il mese precedente gli è stata diagnosticata una neoplasia maligna (tumore al colon). Nonostante un intervento chirurgico e 8 cicli di chemioterapia, nel settembre 2025 comunica il peggioramento della malattia, che ha raggiunto anche le vertebre.

Muore il 19 giugno 2026 all’età di 58 anni.

Le reazioni del mondo del calcio

Il mondo dello sport si unisce al dolore della famiglia Protti:

  • Napoli: Aurelio De Laurentiis lo ricorda come “simbolo straordinario e indimenticabile bomber del calcio italiano”

  • Genoa: lo definisce “simbolo dei valori più autentici del gioco del calcio”

  • Livorno e Bari: città che lo hanno reso simbolo e che ora lo piangono

Igor Protti lascia un’eredità immensa: un attaccante atletico, generoso, dotato di corsa e fiuto del gol, capace di segnare in rovesciata, di testa e con tiri improvvisi. Un attaccante amato da tantissimi tifosi, che come ha detto lui stesso spera che sia “un arrivederci e non un addio”

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