
Cresce la protesta attorno al Ponte sullo Stretto e si allarga a livello nazionale la mobilitazione che chiede le dimissioni dei vertici della Stretto di Messina Spa. Duemila firme sono state raccolte e inviate alla Presidenza del Consiglio, alla Procura di Roma e ai soci della società, dopo l’inchiesta che coinvolge Giacomo Saccomanno, l’imprenditore Vincenzo Virgiglio e l’ex presidente della Corte dei Conti Tommaso Miele. (Per firmare QUI IL LINK)
La richiesta arriva dal fronte che contesta non solo il progetto dell’opera, ma anche il metodo con cui viene portata avanti la sua gestione. Nel mirino c’è soprattutto la governance della società incaricata di realizzare il Ponte, ritenuta dal Comitato No Po Ponte Capo Peloro, promotore della petizione, non più credibile dopo gli sviluppi giudiziari e le tensioni politiche delle ultime settimane.
La raccolta firme è stata accompagnata da una nuova richiesta di trasparenza: conoscere l’esito delle prove di carico sui cavi e ottenere le dimissioni dei vertici della società, in particolare del Cda, ritenuto incompatibile con la fase delicata che il progetto sta attraversando.
Intanto domani 3 luglio Consiglio superiore ai Lavori pubblici, il massimo organo tecnico che esprime pareri sulle grandi opere, si riunirà per esprimere il parere sul progetto del Ponte sullo Stretto.
L’inchiesta è la conferma di criticità strutturali nella gestione dell’opera e torna a mettere in discussione la figura dell’amministratore delegato Pietro Ciucci, già oggetto di richieste di dimissioni da parte anche delle forze politiche.







