
Proseguono le operazioni di messa in sicurezza dell’area coinvolta dal crollo, a pistunina. Le operazioni di ricerca continuano, contestualmente alle opere di smassamento macerie. L E mentre i vigili del fuoco continuano senza sosta le ricerche dei due dispersi, Santino Magazzù e Lhairu Warnakulasuriya, la Procura di Messina ha avviato gli accertamenti medico-legali e tecnici destinati a chiarire cause, dinamica ed eventuali responsabilità della tragedia. L’inchiesta sul crollo della palazzina di Pistunina entra in una fase decisiva.
Il bilancio, al momento, è di quattro vittime: Carmelo Leone, le sorelle Rosa e Sara Leone e la giovane commessa Alessandra Frazzica. Le operazioni tra le macerie restano complesse e si concentrano nell’area residua del crollo, dove si ritiene possano trovarsi le altre due persone ancora mancanti.
L’interrogatorio di D’Alì
Nella caserma dei Carabinieri di Tremestieri è stato sentito Pasquale D’Alì, imprenditore edile rimasto ferito nel cedimento e uno dei tre indagati nell’inchiesta coordinata dalle sostitute procuratrici Anita Siliotti e Antonietta Ardizzone. D’Alì, assistito dall’avvocato Antonello Scordo, ha risposto alle domande dei magistrati per oltre due ore.
All’uscita dall’interrogatorio, la linea difensiva ha chiarito che D’Alì si trovava nell’edificio su incarico della famiglia Leone per effettuare valutazioni sullo stato di alcuni pilastri. Il suo legale ha sostenuto che l’imprenditore ha fornito agli inquirenti un contributo utile alle indagini.
Autopsie e consulenze tecniche
La Procura ha affidato alla professoressa Elvira Ventura Spagnolo e al medico legale Gennaro Baldino gli esami autoptici sulle quattro vittime recuperate. Le autopsie, precedute da Tac, serviranno a stabilire cause e tempi dei decessi; per la relazione conclusiva è previsto un termine di novanta giorni.
Parallelamente, è stato nominato un collegio tecnico formato dagli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani. I consulenti dovranno verificare le cause e le eventuali concause del cedimento, attraverso l’esame dei documenti acquisiti e, successivamente, con i sopralluoghi nell’area quando saranno concluse le ricerche e completata la messa in sicurezza del sito.
Le ipotesi della Procura
Restano tre gli indagati: oltre a D’Alì, figurano l’ingegnere Pietro Leone e l’imprenditore Alessandro Panarello. Le ipotesi di reato indicate nell’avviso di garanzia sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione od omissione di cautele contro gli infortuni sul lavoro: contestazioni che dovranno ora essere vagliate alla luce delle perizie e degli altri atti d’indagine.
La priorità resta però il recupero dei due dispersi. «Continueremo fino all’ultimo granello di materiale», ha assicurato il comandante provinciale dei vigili del fuoco Michele Burgio, ribadendo che le attività termineranno soltanto dopo la completa bonifica dell’area.








