Processo per corruzione: non ci saranno parti civili. “È amata!”

Si apre un caso sulla mancata costituzione della Regione Siciliana come parte civile nel processo per corruzione a carico dell’assessora regionale al Turismo Elvira Amata. Secondo la documentazione giudiziaria, l’avviso di fissazione dell’udienza preliminare sarebbe stato notificato il 2 dicembre 2025 direttamente al presidente della Regione Renato Schifani, indicato come rappresentante della parte offesa.

Palazzo d’Orleans ha però sostenuto di non avere ricevuto comunicazioni né sulla data dell’udienza né sulle contestazioni e che nessun atto sarebbe arrivato all’Avvocatura dello Stato. La Presidenza aveva quindi annunciato l’intenzione di proporre in giunta la costituzione di parte civile, ma il termine ordinario per farlo coincideva con l’udienza preliminare e risulterebbe ormai scaduto.

Il processo è iniziato il 7 settembre davanti alla terza sezione penale del Tribunale di Palermo, presieduta da Fabrizio La Cascia, e la prima udienza è stata dedicata al deposito delle liste testimoniali. Il dibattimento è stato aggiornato al 12 ottobre.

Tra i testimoni indicati dalla difesa dell’assessora figura lo stesso Schifani. La strategia difensiva mira a sostenere che il rapporto fra Amata e l’imprenditrice Marcella Cannariato, già condannata a due anni e sei mesi con rito abbreviato, fosse soltanto di amicizia e a ricostruire i legami dell’imprenditrice con altri vertici regionali.

Per la Procura di Palermo, invece, Amata avrebbe ricevuto favori per il nipote — un posto di lavoro e l’alloggio — in cambio di un finanziamento pubblico da 30 mila euro destinato alla manifestazione della Fondazione Marisa Bellisario, rappresentata in Sicilia da Cannariato. L’assessora, che ha scelto il rito ordinario, resta in carica e dovrà ora affrontare il processo nel merito delle accuse.

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