Messina, sportelli bloccati dal nuovo sistema SIMEL EVO 2: cittadini in coda, impiegati senza accesso

Settembre è il mese dei rientri e, a Messina, anche una pratica apparentemente semplice come il cambio di residenza può trasformarsi in un’odissea burocratica. Stamattina, negli uffici anagrafe delle circoscrizioni comunali (noi lo abbiamo appurato nella VI Municipalità Peloro) decine di cittadini si sono trovati di fronte a sportelli fermi, terminali non collegati e operatori impossibilitati a erogare i servizi richiesti. E non per colpa loro.

Il “blackout” del nuovo sistema SIMEL EVO 2

Secondo quanto osservato e confermato dagli stessi impiegati, da oggi è entrato in uso il nuovo sistema SIMEL EVO 2, la piattaforma regionale per la gestione delle pratiche anagrafiche e di residenza. Si tratta dell’evoluzione del precedente SIMEL, il sistema informativo che in Sicilia consente ai Comuni di registrare nascite, decessi, cambi di residenza e altri atti di stato civile, interfacciandosi con l’Anagrafe nazionale (ANPR) e con le banche dati ministeriali.

Il passaggio a SIMEL EVO 2, però, sarebbe avvenuto senza preavviso operativo e senza una formazione adeguata del personale. Molti terminali sarebbero rimasti fuori dal circuito, con conseguente impossibilità di completare le pratiche. Il risultato: file interminabili, cittadini costretti ad attendere in piedi in ambienti poco accoglienti e operatori costretti a subire rimproveri per disservizi non dipendenti dalla loro volontà.

Insomma per un cittadino messinese l’appuntamento con la burocrazia, nonostante spid e digitalizzazione siano realtà nella pubblica amministrazione, devono necessariamente fare i conti con un divario che non sembra cambiare rispetto al nord Italia. E si capisce anche dagli ambienti degradati e dal consueto “scaricabarile” istituzionale: scrivanie vecchie, sedie bucate, spazi sovraffollati e un’atmosfera che tutto traspira tranne che efficienza. In alcuni uffici, solo pochi dipendenti erano effettivamente allo sportello a fronteggiare l’afflusso, mentre altri colleghi restavano defilati, in una sorta di “zona grigia” dove il problema viene percepito come responsabilità esclusiva dei dirigenti.

Secondo diverse testimonianze raccolte tra gli utenti, i dirigenti sarebbero stati avvisati delle criticità legate al nuovo sistema, ma non avrebbero adottato misure di tutela per il personale di front office: niente piani alternativi, niente comunicazioni chiare ai cittadini, niente supporto tecnico immediato. Il risultato è un classico “scaricabarile” in cui chi sta allo sportello paga il prezzo più alto, trasformando l’amministrazione pubblica in una “piaga” quotidiana invece che in un modello di servizio.

Finché il passaggio a SIMEL EVO 2 resterà gestito come un “salto nel vuoto”, senza formazione, senza backup e senza comunicazione, il rischio è che settembre diventi un mese infernale, con cittadini e impiegati trasformati in vittime di un sistema che dovrebbe servire entrambi.

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