
A maggio 2026 l’Assessorato regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro ha trasferito al Distretto socio-sanitario D26, con il Comune di Messina nel ruolo di capofila, le nuove risorse destinate agli interventi in favore delle persone con disabilità grave, secondo quanto previsto dal D.P.R. n. 589 del 31 agosto 2018.
A distanza di mesi, tuttavia, il Comune di Messina non avrebbe ancora predisposto l’avviso pubblico necessario per consentire agli aventi diritto di accedere al beneficio del Patto di servizio. Una situazione che desta preoccupazione, soprattutto se confrontata con quella di altri Comuni siciliani, che avrebbero pubblicato i relativi avvisi già nell’aprile 2026.
Secondo quanto emerge, l’Amministrazione messinese sembrerebbe orientata a garantire la continuità dei Patti di servizio sottoscritti nel 2025, senza procedere a una nuova pubblicazione. Una scelta che, però, rischia di escludere una parte significativa dei potenziali beneficiari.
La continuità dei vecchi Patti di servizio, infatti, non può sostituire un avviso aperto alla cittadinanza. Il bando pubblico è necessario almeno per due ragioni: da una parte, permettere alle persone che hanno ottenuto recentemente la certificazione di disabilità grave, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992, di presentare la propria istanza; dall’altra, consentire l’accesso a chi non aveva presentato domanda negli anni precedenti o non era stato ammesso al servizio.
“Senza un nuovo avviso, queste persone rischiano di non avere neppure la possibilità di far valere il proprio diritto” è il grido d’allarme di Angela Rizzo, che segue da anni le sorti di questi cittadini particolarmente svantaggiati.
“Dopo alcune interlocuzioni telefoniche, è stato rivolto informalmente al Dipartimento Politiche sociali del Comune l’invito a pubblicare senza ulteriore ritardo l’avviso pubblico. L’obiettivo è garantire trasparenza, parità di accesso e piena informazione a tutti i cittadini che si trovano in condizione di disabilità grave.
Non è accettabile che l’assenza di una procedura pubblica finisca per penalizzare proprio i soggetti più fragili e le loro famiglie. La disponibilità delle risorse regionali deve tradursi in servizi concreti e accessibili, non rimanere un atto amministrativo privo di effetti per chi ne ha bisogno”.
In attesa della pubblicazione ufficiale dell’avviso, le persone con disabilità grave, riconosciuta ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104 del 1992 e successive modifiche, sono invitate a recarsi presso il Palazzo Satellite, al primo piano, stanza 2, per chiedere informazioni e verificare la possibilità di sottoscrivere il proprio Patto di servizio.
La sottoscrizione del Patto di servizio non esclude il Patto di cura. Si tratta di due strumenti distinti, che possono concorrere alla presa in carico della persona e della famiglia.
Il beneficio può essere erogato attraverso due modalità principali:
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Assistenza diretta: i servizi di cura, supporto o assistenza socio-sanitaria vengono forniti direttamente da enti accreditati o da cooperative sociali convenzionate con il Comune.
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Assistenza indiretta: alla persona o alla famiglia viene assegnato un voucher o un titolo di spesa, con la possibilità di scegliere autonomamente gli operatori. Le spese devono essere successivamente rendicontate ai Servizi sociali attraverso documentazione tracciabile.
L’assistenza indiretta rappresenta una possibilità prevista dalla normativa e consente alle famiglie una maggiore autonomia nella scelta delle prestazioni e degli operatori. Lo scorso anno, tuttavia, il Dipartimento Politiche sociali del Comune di Messina avrebbe operato esclusivamente attraverso l’assistenza diretta, per ragioni che non saranno approfondite in questa sede.
La questione non riguarda soltanto una procedura amministrativa, ma l’effettiva esigibilità di un diritto. Le persone con disabilità grave e i loro familiari devono poter conoscere tempi, modalità e requisiti per accedere alle misure previste.
Per questo l’avviso deve essere pubblicato e deve rimanere accessibile per un periodo adeguato, così da non lasciare indietro né i nuovi aventi diritto né coloro che, in passato, non hanno presentato domanda o non sono stati ammessi.
Anche le persone con disabilità hanno diritto ad avere diritti. E quei diritti devono essere garantiti con atti pubblici, procedure trasparenti e risposte tempestive.








