
di Fabrizio Bertè – La mia è un’inchiesta giornalistica su documenti prodotti da pubbliche amministrazioni e inviati ad altre pubbliche amministrazioni. Esaminando mittenti e destinatari. Documenti. Contenuti. Missive. Firme digitali (con relative scadenze). Protocolli (digitali e scritti a penna). E circolari citate nel contenuto delle missive.
Una storia che inizia Mercoledì 11 Marzo 2026. Cateno De Luca nella qualità di presidente del gruppo parlamentare Sud Chiama Nord presso l’Assemblea Regionale Siciliana (ancora esistente grazie alla deroga concessa generosamente e faticosamente dal presidente dell’ARS Gaetano Galvagno nel 2024) scrive al Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana. È il primo atto di una vicenda ancora ombrosa. In questa lettera (al momento sconosciuta e mai esitata) Cateno De Luca avrebbe parlato della presentazione di più liste senza la raccolta delle firme in vista delle elezioni amministrative di Messina.
Venerdì 13 Marzo 2026 (dopo 48 ore) la missiva di Cateno De Luca viene protocollata (numero 4421).
Nella stessa giornata (non sappiamo se prima o dopo rispetto all’orario in cui la lettera di Cateno De Luca è stata protocollata presso il Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana) la Prefettura di Messina (a detta del deputato regionale di Sud Chiama Nord nonché sindaco di Roccalumera Giuseppe Lombardo) avrebbe posto (sua sponte) all’Ufficio Elettorale Regionale (con nota di protocollo 29518) un analogo quesito collegato alla presentazione di più liste senza la raccolta delle firme.
E qui arriva il colpo di scena. Come ha fatto la Prefettura di Messina a scrivere all’Ufficio Elettorale Regionale nella stessa giornata in cui la lettera di Cateno De Luca (ancora sconosciuta) è stata protocollata (e senza che nessuna amministrazione pubblica abbia sollecitato un parere della Prefettura di Messina)? E la Prefettura di Messina a chi ha risposto? A un cittadino? A un partito politico? Lo può fare?
Lunedì 16 Marzo 2026 arriva la velocissima risposta della Regione Siciliana. Ma non alla Prefettura di Messina bensì allo stesso Cateno De Luca (richiedente). Con modalità decisamente insolite. In un week-end. Nel giro di appena 3 giorni. Con sottoscrizione digitale.
La risposta porta la firma del funzionario direttivo Giovanni Cocco (alle 13.58): un vero e proprio acrobata della scrittura in politichese/burocratese. E porta anche la firma del dirigente del servizio Giovanni Corso (alle 14.04). Con 6 minuti tra una firma e l’altra. Ma a quell’ora gli uffici regionali non sono chiusi? O hanno riaperto appositamente per Cateno De Luca?
Di certo il Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana è stato particolarmente celere. Rispondendo in soli 3 giorni e lavorando anche in pieno week-end. Mai si è visto un ufficio pubblico così efficiente. Pronto a lavorare anche il sabato e la domenica per approfondire un tema così delicato. Per poi rispondere oltre l’orario lavorativo. 16 righe di risposta in cui però non viene fatto alcun riferimento alle 15 liste presentate da Sud Chiama Nord.
Nelle ultime 2 righe si legge che “Alla luce delle superiori considerazioni l’applicazione del combinato disposto delle norme testè riportate va inteso nel senso già prospettato con la nota che si riscontra”. La richiesta di Cateno De Luca non viene riportata nel corpo della lettera (né allegata) ma viene ritenuta legittima da quel “combinato disposto” tanto amato dallo stesso Cateno De Luca. Con una verità maliziosa (e lui sa di cosa stiamo parlando). Sembra quasi che abbia collaborato alla stesura (acrobatica) di questa risoluzione.
Il fedele scudiero di Cateno De Luca Giuseppe Lombardo è intervenuto in sostituzione del sindaco di Messina Federico Basile. Un paradosso. Su un tema tanto importante interviene a gamba tesa il sindaco di Roccalumera mentre del sindaco di Messina (unico beneficiario delle 15 liste presentate da Sud Chiama Nord) non c’è traccia. O forse no. In effetti anche lui ha lasciato una profonda traccia. Manifestando apparentemente un totalmente disinteresse alla vicenda (perché sostiene che la legge gli dà ragione). Al tempo stesso però il Comune di Messina si è costituto al Tribunale Amministrativo Regionale di Catania nell’interesse del primo cittadino stesso e della sua giunta comunale. Ma anche nell’interesse dei consiglieri. Inclusi quelli d’opposizione. Con mandato difensivo all’avvocato Santi Delia. Come mai il Comune di Messina non si è rivolto all’Avvocatura Comunale?
Giuseppe Lombardo ricostruisce gli accadimenti che hanno portato alla presentazione di 15 liste senza la raccolta delle firme da parte di Sud Chiama Nord alle ultime elezioni amministrative messinesi.
Nella sua ricostruzione mendace e nel mascheramento dei fatti sostiene che “Lunedì 13 Aprile 2026 l’Ufficio Elettorale Regionale risponde alla Prefettura di Messina (con nota di protocollo 6251)”. E aggiunge che “Nel pro-memoria dell’11 Maggio viene precisato che la risposta rinvia sostanzialmente all’orientamento già espresso nella nota inviata a Cateno De Luca il 16 Marzo”. Ma come fa il confusionario Giuseppe Lombardo a proiettarsi nel futuro? Ha forse gli stessi poteri di Cateno De Luca?
Dalle carte si evince che la Prefettura di Messina scrive al segretario generale del Comune di Messina Rossana Carrubba il 30 Marzo 2026 (con nota acquisita al protocollo numero 103885).
Rossana Carrubba (oggi anche direttore generale del Comune di Messina e in passato negli elenchi dei donatori di Sud Chiama Nord) il 14 Aprile 2026 scrive al Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana (protocollo scritto a penna con il numero 138883/14-04-2026). E sostanzialmente evidenzia 3 aspetti:
– La legittimità dell’assenza di firme nella competizione elettorale del 24 e del 25 Maggio 2026 nel Comune di Messina;
– I simboli sono legittimi in presenza di più liste (se identici o simili)? O andrebbero ricusati?
– E infine arriva il colpo di scena. Clamoroso. “La Prefettura di Messina nel trasmettere il parere di codesto servizio non ha allegato il quesito posto dal presidente del gruppo parlamentare Sud Chiama Nord la cui lettura è invece necessaria per poter comprendere quale sia stato il quesito posto e l’avviso dell’assessorato in merito a esso”.
PS. Per Cateno De Luca: Ma cosa hai scritto di così importante per le sorti della Regione Siciliana? Hai forse svelato il Quarto Segreto di Fatima?
Si nota un’incredibile velocità nelle corrispondenze tra Cateno De Luca e il Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana. Ma al tempo stesso la macchina rallenta notevolmente nel momento in cui esce di scena Cateno De Luca e scende in campo la burocrazia regionale siciliana. Dato che il segretario generale del Comune di Messina attende ben 15 giorni tra la nota ricevuta dalla Prefettura di Messina (senza che in allegato ci sia però il contenuto della famosa lettera scritta da Cateno De Luca) e la richiesta fatta al Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana.
E non finisce qui. Improvvisamente arriva un’altra accelerazione. Folgorante. Rossana Carrubba lo stesso giorno (forse presa dal panico) e con lo stesso protocollo (138883/2026) invia allo stesso Dipartimento Autonomie Locali – Servizio 5° Ufficio Elettorale dell’Assessorato delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica della Regione Siciliana “un’integrazione richiesta di parere” (come si legge nell’oggetto). Sempre sullo stesso tema: firme e simboli (la lenticchia). Ma questa volta incredibilmente non viene fatto alcun riferimento alla lettera scritta da Cateno De Luca al dottor Giovanni Cocco. Una lettera che per l’ennesima volta si inabissa. Una richiesta che Rossana Carrubba aveva fatto nello stesso giorno e nella prima nota ma che adesso magicamente scompare. Perché? Un altro mistero.
Sono inoltre in possesso di un documento che il funzionario direttivo Giovanni Cocco e il dirigente del servizio Giovanni Corso in data sconosciuta e con un numero di protocollo sconosciuto hanno scritto al segretario generale del Comune di Messina (e non alla commissione elettorale circondariale). Mettendo nero su bianco che “Gli adempimenti afferenti l’esame delle liste e delle candidature nonché della documentazione prescritta a corredo (compreso il contrassegno) sono di competenza delle commissioni elettorali circondariali nell’osservanza del combinato disposto (tanto caro a Cateno De Luca) dagli articoli 18 e 21 del D.P. Reg. 20.08.1960 N. 3”.
In poche parole Rossana Carrubba viene richiamata all’osservanza degli articoli 18 e 21 del D.P. Reg. 20.08.1960 N. 3 in quanto di stretta competenza delle commissioni elettorali circondariali e non del segretario generale della Città di Messina.
E non finisce qui. L’oggetto del documento è: “Elezioni Amministrative del 24 e 25 maggio 2026 – Applicazione Articolo 7, Comma 3, della Legge Regionale 26.08.1992, Numero 7”. E qui arriva l’enmesima acrobazia. Nelle prime 3 righe il funzionario direttivo Giovanni Cocco cita ben 4 date e ben 4 protocolli. Omette tutto ciò che riguarda le sue corrispondenze con Cateno De Luca. Manca tutto ciò che riguarda le richieste fatte da Cateno De Luca. Manca il contenuto della sua famosa lettera. Infatti si parte dal 14/04/2026. Una data che si ripete costantemente. Fino a trovare una data totalmente fuori contesto: 14/04/2023 (139450). Un errore casuale? O voluto? Magari per gestire meglio il caos. Proprio come ha fatto Giuseppe Lombardo. Facendo irrompere sulla scena documentale la Prefettura di Messina che scrive a Palermo (sua sponte) ignara di tutto ciò che doveva ancora accadere.
Giuseppe Lombardo scrive che “L’11 Marzo 2026 Cateno De Luca nella qualità di presidente del gruppo parlamentare Sud chiama Nord formula il quesito sull’interpretazione dell’Articolo 7, Comma 3, della Legge Regionale Numero 7/1992 relativo all’esenzione dalla raccolta delle firme”. E aggiunge che “Il 16 Marzo l’Ufficio Elettorale Regionale risponde al quesito di Cateno De Luca con nota di protocollo 4543 fornendo l’interpretazione secondo la quale la norma non contiene una limitazione espressa al collegamento con più liste”.
Il dottor Giovanni Cocco scrive che “Il secondo periodo del comma in trattazione è coniugato al plurale”. È vero. Peccato però che si parli al plurale esclusivamente facendo riferimento a quelli che si chiamano collegi. Con un chiaro riferimento alle elezioni regionali. E non alle elezioni amministrative locali. Dove i collegi non esistono.
E infine esce fuori un’altra acrobazia. L’ennesima. Al 9° rigo di questo documento di legge che “Prioritariamente si richiama il parere precedentemente esitato da questo ufficio, protocollo numero 4543 del 16.03.2026, già trasmesso alla S.V. dalla Prefettura di Messina con la nota di protocollo numero 103885 del 30.03.2026, con il quale nel riportare la norma che disciplina la fattispecie in trattazione alla luce delle considerazioni (ivi rappresentate) si ritiene che l’applicazione del combinato disposto (tanto amato da Cateno De Luca) delle norme riportate va inteso nel senso già prospettato con la richiesta di parere del presidente del gruppo parlamentare Sud Chiama Nord che si allega in copia”. E solo in data successiva al 14-04-2026 la segretaria generale del Comune di Messina è entrata in possesso della copia della famosa e misteriosa richiesta di Cateno De Luca. A distanza di un mese (minimo) dall’inizio di questa vicenda.
Adesso a scrivere il finale di questa storia saranno i giudici del Tar.








