SERVIZI SOCIALI, BARRILE: “SERVE PROGRAMMAZIONE”. CISL: “TEATRINO CHE RIPORTA TUTTO INDIETRO”

Da sinistra, Genovese, Bullara, Bernava

Servizi sociali tema caldo di questo autunno messinese. La presidente del Consiglio comunale, Emilia Barrile, ha trasmesso una nota al sindaco, Renato Accorinti, all’assessore Nino Mantineo, al segretario Generale del Comune di Messina, Antonio Le Donne, e al dirigente del dipartimento Politiche sociali, Giovanni Bruno: “Nell’ottica di un comune interesse – scrive Barrile – si richiede con forza, e non per la prima volta, di proporre e, se possibile, concertare una seria programmazione dei servizi offerti alle fasce deboli che mirino ad alleviare i loro bisogni primari. L’opportuno ritrovamento delle somme necessarie alla proroga dei servizi fino a dicembre non sembra dare una boccata d’ossigeno ma evidenzia l’assoluta mancanza di una positiva progettazione a medio e lungo termine sia in termini economico-finanziari sia sul versante della qualità e dell’innovazione”.

Facendo eco al consigliere dei Dr, Nino Carreri, la presidente definisce “oltremodo pretestuose le dichiarazioni di stampa dell’assessore al ramo che sembra voglia individuare in una legittima e democratica scelta di Consiglio la responsabilità di una mancanza di fondi necessari a servizi storici e di cui si conosceva perfettamente la scadenza”. Barrile accusa l’amministrazione di rifuggire via del confronto dialettico e democratico, preferendo “quella del rimpallo delle responsabilità”. “Si desidera – conclude – sorvolare sulla scelta, assolutamente scorretta politicamente, di spinta mediatica ai lavoratori ed al sindacato che li ha supportati, nell’esacerbare gli animi e fornire una lettura delle cose che genera malcontento, rabbia e pericolosità sociale”.

Per la Cisl la vicenda vissuta negli ultimi giorni non è altro che un “teatrino che riporta tutto indietro”. La proroga, per il sindacato di viale Europa, non fa altro che rinviare il nodo della questione, non affrontandolo e lasciando i servizi di fatto bloccati e i lavoratori appesi a un filo, senza certezze e senza stipendi.

“È necessario – interviene Tonino Genovese, segretario generale della Cisl Messina – un riordino complessivo dell’offerta dei servizi sociali alla comunità utilizzando tutte le risorse, integrandole tra loro, non sovrapponendole e mirando ai bisogni reali della città e dell’utenza. È arrivato il momento di dire basta. Lo chiediamo da un anno, da quando abbiamo presentato il dossier che ha fotografato lo stato dei servizi sociali in città”.
“Ad oggi – continua Genovese – è evidente l’incapacità o la non volontà dell’Amministrazione ad affrontare definitivamente il problema. Cominciando dai lavoratori, che devono essere riqualificati e applicati dove servono, non dove servono ad eventuali interessi”.

La Cisl evidenzia come il Dipartimento Servizi Sociali del Comune di Messina non riesca a far fronte alle richieste d’intervento provenienti dalla cittadinanza: “I servizi sociali finanziati dovrebbero garantire un valido aiuto, divenendo punto di riferimento per i cittadini. I nuovi bandi sono stati il banco di prova del processo involutivo in cui sono incappati i servizi sociali del Comune di Messina. Solo da noi si ha la capacità di parlare di ‘elementi innovativi’ quando, invece, abbiamo assistito al trionfo del triste tuffo nel passato. Qualunque servizio sociale non può essere uguale a se stesso per 26 anni”.

Emilia Barrile
Emilia Barrile

Secondo il segretario, bisogna avviare tavoli di concertazione per rilevare il bisogno sul territorio, concertare i servizi locali territoriali e monitorare le attività rese e favorire la partecipazione di tutti i soggetti pubblici e privati per arrivare alla creazione di un nuovo sistema di gestione del welfare che trovi nella sua comunità la propria ragione d’essere: il Welfare Community. Avvicinando i servizi al territorio anche con l’istituzione all’interno delle circoscrizioni, di un gruppo operativo di zona, ossia un tavolo tecnico composto da rappresentanti di agenzie educative, dagli enti pubblici, da associazioni, cooperative, sindacati che lavorano sul territorio ma anche da semplici cittadini che diventano, per la prima volta, attori e non spettatori di un processo di cambiamento.

“Messina – conclude Genovese – è una città che ha un elevatissimo tasso di disoccupazione. I servizi sociali come possono non tenerne conto? Piuttosto che finanziare due volte i medesimi servizi, con legge 328 e fondi comunali, perché non si stabilisce una vera priorità con sostegni al reddito o in altri modi che potrebbero essere utili per i cittadini?”.

Partecipa alla discussione. Commenta l'articolo su Messinaora.it