Inciucio centrodestra-centrosinistra, la Lega invita le altre forze a riunirsi prima delle elezioni

Mancano pochi giorni alla chiusura ufficiale delle liste e intanto il fermento politico sta nascendo per entrare a breve nel vivo. Il rappresentante messinese della Lega, Carmelo Lo Monte, esprime preoccupazione per la tripartizione del voto fra centrodestracentrosinistraliste civiche, ma smaschera un accordo nascosto fra il centrodestra e il centrosinistra, invitando tutte le voci “fuori” da queste “logiche gattopardiane” a unirsi per contrastare il sistema.

“La situazione politica della città assume contorni sempre più chiari. – si legge in una nota – Agli occhi pragmatici della Lega, tale situazione si presenta caratterizzata da immobilismo e logiche gattopardiane che richiamano a loro volta movimenti che non generano in realtà alcuna prospettiva di rinnovamento. La città è resa ostaggio dal primo Stato, rappresentato dall’aristocrazia imprenditoriale, che si oppone al secondo Stato, rappresentato dall’élite accademica cittadina, che si fronteggiano coi talloni ben saldi sulla schiena del terzo Stato, rappresentato dal popolo. In un clima di rinnovata passione politica, estesa a tutti gli stati sociali, il popolo ha alzato la testa e ha tentato di scrollarsi di dosso il peso dei due contendenti, mastodontici e ingombranti. Si tenta di giocare una partita alla pari, allo stesso tavolo della politica, pronti ad utilizzare le proprie carte per poter approntare la strategia migliore per vincere la partita dell’amministrazione comunale. Ma proprio come avviene nel celebre quadro del Caravaggio, i Bari, ecco che il Primo ed il Secondo stato, l’aristocrazia imprenditoriale e l’élite accademica, si accordano segretamente per imbrogliare il terzo giocatore, ignaro del pactum sceleris – continua – La Lega non può permettere che si compia l’ennesimo attentato alla democrazia ed alla politica cittadina, non può permettere che l’accordo tra i giganti locali, in una finta lotta che agli occhi più attenti si tramuta in un valzer del favoreggiamento reciproco, ledano il diritto del popolo di esprimersi. La frammentazione della voce del popolo, volutamente parcellizzata, nella più classica logica del divide et impera, rende l’eco di tale voce incapace di intaccare i poteri rappresentati dai potentati economici della città. La Lega rappresenta una casa politica aperta al popolo, disponibile a rappresentare una cassa di risonanza per la voce di chi, stanco di logiche affaristiche e simoniache, è disposto ad unire la propria passione per dare impulso ad una realtà politica rimasta imprigionata nella morsa asfissiante dei giganti degli interessi. La Lega intende coagulare le distinte voci per comporre un coro che esprima chiara la volontà di cambiamento popolare, affinché unendo le giuste voci del popolo stanco, si possa creare un urlo che esprime chiaramente la volontà di fare.

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