La FPCGIL dice basta, il punto nascita di S. Agata non si tocca

Ormai è diventato il nuovo modo di far politica quello di fare proclami a mezzo stampa o meglio ancora sui social, per dire in maniera sontuosa cosa si è fatto a discapito di “quelli che c’erano prima”….ci si crogiola fra i tanti like ed il gioco è fatto. Peccato che la realtà, quella vissuta, quella vera è ben diversa!

Son trascorsi quasi 2 anni dall’insediamento di questa giunta e per quel che concerne la sanità, dichiarano Francesco Fucile Segretario Generale, Antonio Trino Segretario provinciale Sanità e Guglielmo Catalioto Segretario provinciale FPCGIL Medici, il primo proclama riguardò la Rete Ospedaliera e il rimpinguamento degli organici in tempi rapidissimi. Analizzando i fatti concreti possiamo dire che le stabilizzazioni hanno sicuramente dato un respiro a dei lavoratori precari, ma non hanno aumentato la presenza nei nosocomi, solo un cambio di contratto e ben poco cambierà con i nuovi concorsi tanto osannati nei social perché, alla fine, le nuove assunzioni serviranno a coprire le fuoriuscite per quota 100 e pensionamenti.

D’altronde solo ai non addetti ai lavori si può parlare di concorsi e assunzioni, perché chi sa come realmente funzionano le cose può eccepire che ai vari direttori generali non sono stati aumentati materialmente i tetti di spesa necessari per le nuove assunzioni per cui anche eventuali aumenti di posti letto sono solo virtuali perché non potranno essere attivati in assenza di risorse umane, per come acclarato dallo stesso assessorato nelle linee guida inviate alle aziende siciliane: in buona sostanza ti aumento i posti letto e lo comunico sui social, ma non ti do le risorse per renderli operativi e ti dico che se non hai il personale non puoi attivare nuove unità operative e nel contempo mi rifiuto anche a rivedere al rialzo i coefficienti per le dotazioni organiche, senza il cui aumento non potranno aumentare i numeri di personale presente.

Un esempio eclatante che conferma quanto sopra dichiarano Francesco Fucile Segretario Generale, Antonio Trino Segretario provinciale Sanità e Guglielmo Catalioto Segretario provinciale FPCGIL Medici, è la chiusura del punto di nascita di S. Agata Militello, mantenuto aperto in deroga dalla rete ospedaliera con grande pompa magna comunicativa, ma che nei fatti è stato chiuso dal Direttore Generale perché non ha il personale necessario per il suo mantenimento in sicurezza, secondo gli standard normativi (stabiliti da appositi decreti assessoriali).

Ma chi doveva mettere le risorse per assumere il suddetto personale se non l’assessorato? Oppure prevedere la stroke sempre a S. Agata dove, nei fatti, vi è solo un Neurologo presente! Che dire della Sanità Penitenziaria che dal 2015 è sotto la direzione dell’ASP ma ancora non esiste la dotazione organica ne ci risulta siano state dedicate risorse per rimpinguare gli organici.

Continuando, cosa diciamo dei progetti regionali nati per le vaccinazioni ed i cui infermieri in graduatoria, assunti a partita IVA, vengono “usati” per tappare buchi ovunque tranne che nei centri vaccinali, se non in qualche sporadico caso: di questo non vi sono roboanti proclami stampa.

Il territorio provinciale di Messina è stato il più falcidiato dai tagli reali, ai quali vanno aggiunti gli scippi “tecnici” come quello sopra descritto del punto nascita. Però, stranamente, vengono inaugurati ospedali nelle province limitrofe, non vengono toccati i posti della sanità privata convenzionata (che funziona con soldi pubblici) sulla quale una recente inchiesta giornalistica comparsa sul Corriere della Sera, ci apre gli occhi sulla reale portata dell’investimento economico regionale.

La FPCGIL dice basta a questo scempio, il punto nascita di S. Agata non si tocca e metteremo in campo tutte le iniziative per impedire che ciò avvenga, chiedendo il coinvolgimento della cittadinanza e della politica. Chi ha il potere di decidere, deve trovare le risorse da destinare al nostro territorio per garantire la piena attuazione della rete ospedaliera, per quanto deficitaria sia già di suo.

La si smetta di perder tempo sui social e si lavori per risolvere le criticità in maniera reale e non figurativa, perché la salute pass attraverso l’efficientamento delle strutture e non attraverso i like!

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