Storia a lieto fine per Kaddour, lascia la strada e torna in Marocco

di Luana Spanò – Dopo tanti mesi di attesa finalmente Kaddour ha abbandonato la vita in strada per ricongiungersi con i suoi familiari in Marocco. Qualche mese fa, alcuni volontari della Caritas di Lipari, ci avevano segnalato la sua situazione e avevamo deciso di incontrarlo. Per 31 anni Kaddour ha lavorato come venditore ambulante sulle spiagge delle Eolie e da circa un anno dormiva in strada, sotto le mura del Castello. Era la Caritas di Lipari ad assicurargli i pasti, vestiti e coperte pulite. Mentre Padre Gaetano Sardella gli aveva messo a disposizione i bagni della chiesa di San Pietro.

Dopo il nostro servizio, non si era fatta attendere la risposta dell’assessore Tiziana De Luca che aveva personalmente scritto ai Servizi Sociali di Lipari e alla Polizia Municipale.

Purtroppo il disagio di Kaddour era incalzante e il gesto estremo tentato sul molo di Lipari, ne ha dato prova. Eravamo lì, anche in quell’occasione, insieme ai volontari della Caritas, allertati da un post su facebook indirizzato “agli amici caritatevoli di Kaddour”.

Abbiamo fortemente ammonito vessazioni e commenti social e chiesto con urgenza interventi immediati.

Abbiamo ricevuto manifestazioni di affetto e aiuti. E ancora una volta l’assessore Tiziana De Luca ha risposto al nostro appello.

Insieme agli assistenti sociali di Lipari, un medico e un traduttore, Tiziana ha incontrato Kaddour accompagnato da Maria, volontaria della Caritas. Dopo una lunga conversazione, aver vagliato le condizioni di salute di Kaddour e raccolto le motivazioni del gesto estremo tentato, a soccorso del quale hanno risposto con immediatezza le forze dell’ordine; sono state avanzate diverse proposte. Tra queste, su previa richiesta di disponibilità posti, il trasferimento a Salina presso la Casa di riposo oppure a Milazzo.

Un’altra possibilità per Kaddour sarebbe stata il ritorno in Marocco, la collaborazione tra i Servizi sociali di Lipari e la comunità islamica presente sull’isola gli avrebbe permesso di raggiungere alcuni familiari, con cui Kaddour ormai non si sentiva da tempo, e che non conoscevano la sua situazione attuale.

Dopo un po’ di attesa a causa delle restrizioni dovute all’emergenza sanitaria Covid-19, Padre Sardella si è fatto interamente carico del costo del biglietto e Kaddour ha potuto lasciare Lipari e raggiungere il Marocco.

Così conclude l’assessore De Luca: “Con tutta la nostra eolianità, con spirito di collaborazione e pura, semplice ed umana solidarietà ed amicizia, ci siamo stretti intorno a Kaddour che oggi torna a casa.

La redazione di Messinaora, Mohammed e i suoi amici, Padre Gaetano Sardella, Gaetano Barca e la Caritas di Lipari, Francesca Saltalamacchia e la Cri di Lipari, i Servizi sociali del Comune Antonio Belfiore e l’Asp di Lipari Rosa Falanga, il Distretto socio sanitario Bruno Natale e i medici dell’Usca di Lipari, Vania Pino Vadalà e tanti altri. Insomma tantissimi!

Ciao Kaddour…”

Noi vogliamo invece ringraziare Maria De Feo, Angelo Cannistrà e tutti i ragazzi della Caritas che non solo si sono stretti intorno a Kaddour, con enorme spirito di sacrificio; ma soprattutto perché hanno creduto fortemente anche in noi e nel nostro lavoro.

Ci piace pensare al giornalismo come un modo per dar voce a chi non ce l’ha, agli invisibili.

Buon viaggio Kaddour!

L’appello di Kaddour: “Da 31 anni a Lipari, adesso dormo sotto le mura del Castello. Aiutatemi”

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