Bilancio comunale, dalla Corte dei Conti ben più di qualche “perplessità”: 30 mlioni di euro “fantasma”

Debiti, rateizzazioni, numeri che non tornano, “somme considerevoli non quantificate”: insomma l’ultimo documento della Corte dei Conti destinato al Comune di Messina non può essere sminuito nella sua porta, economica e politica. Economica, perchè evidentemente i conti non tornano, politica perchè uno dei “capisaldi” della narrazione di Cateno De Luca era la sua capacità di amministrare, di far quadrare i bilanci. E invece…

Invece il quesito più importante riguarda quello sui 30 milioni, ovvero la somma accantonata per la copertura dei debiti fuori bilancio. “A pagina 7 del piano di riequilibrio – scrive la Corte nell’ordinanza – si afferma che, alla data del 31 dicembre 2021, sono stati accantonati 30 milioni di euro: tuttavia nell’allegato “quote accantonate” al rendiconto dell’esercizio del 2020 non risulterebbero accantonamenti di tal genere e non si evincono neppure nella “tabella dimostrativa del risultato di amministrazione presunto”, contenuto nella nota integrativa al bilancio preventivo 2022-24″. In pratica ci sono 30 milioni “fantasma” su cui adesso dovrà fornire ogni chiarimento l’Amministrazione Basile.

Del resto era stato proprio il successore di Cateno De Luca, uomo di fiducia nella qualità di direttore generale, ad aver stilato all’epoca il nuovo piano di riequilibrio grazie ad una finestra normativa che consentì all’amministrazione comunale di procedere con una nuova rimodulazione di quel piano su cui già l’anno scorso la Corte dei Conti aveva espresso criticità.

Adesso ci saranno 60 giorni di tempo per rispondere alle richieste dell’organo di controllo, spiegando anche con quali risorse verranno pagati i debiti delle società partecipate che di fatto sono stati cassati dal piano di riequilibrio. (pal.ma)

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