Messina: l’Associazione Vivavoce propone progetto contro la discriminazione per balbuzie e “voice shaming”

 Nasce oggi a Messina un progetto per contrastare la discriminazione delle persone che soffrono di balbuzie e disturbi della voce, il cosiddetto fenomeno del “voice shaming”. L’Associazione Vivavoce, fondata dal messinese Giovanni Muscarà, ha infatti incontrato questa mattina la IV Commissione consiliare del Comune di Messina e l’assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore con l’obiettivo di sviluppare un tavolo di lavoro e un’indagine regionale su questo tema. Per l’Associazione Vivavoce, a presentare il progetto, era presente Martina Casale, ex balbuziente e psicologa, responsabile della sede di Messina del Centro Vivavoce.

A tre settimane dalla presentazione dell’osservatorio nazionale sul voice shaming, il tavolo di lavoro proposto a Messina si inserisce nella serie di progetti di ricerca, informazione, sensibilizzazione e divulgazione sviluppati dall’Associazione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica dinamiche relative alla discriminazione di chi non comunica in base a standard precostituiti, in modo tale da creare più inclusività sul tema e da rendere ogni persona libera di esprimersi senza nessuna limitazione. Sempre a Messina, lo scorso luglio, è stato attivatodall’Associazione Vivavoce un presidio che offre supporto psicologico gratuito da un’equipe medica specializzata a chi soffre di problemi legati alla voce o a chi subisce episodi di voice shaming: si tratta di Voice Help Sicilia, un numero WhatsApp a cui è possibile segnalare il proprio o altrui disagio.  Il servizio è gestito da Martina Casale – ex balbuziente e psicologa responsabile della sede di Messina del Centro Vivavoce.

“Aiutare chi soffre di balbuzie e disturbi legati al linguaggio – ha dichiarato Martina Casale – è la mia vocazione. La balbuzie mi ha tolto tanto, ma oggi nel fare questo lavoro ho l’opportunità tutti i giorni di supportare chi sta vivendo la mia stessa situazione. Affrontare questo disturbo e i disagi che mi ha causato mi ha formata dal punto di vista caratteriale ed essere riuscita a risolverlo mi ha restituito tutto 10, 40 volte. Significa tantissimo per me poter trasmettere il messaggio che non è il modo in cui parli a dimostrare chi sei e supportare chi, come successo a me, sta vivendo un momento di forte disagio a causa del disturbo e delle discriminazioni ancora troppo frequenti. Poterlo trasmettere con la mia faccia, con le mie parole, è importante. È come riprendermi tutto quello che mi ha tolto”.

“La qualità degli scambi comunicativi e relazionali nei primi anni di vita – ha dichiarato la Dottoressa Giuseppina Maggio, logopedista, formatrice Baby Signs e in ambito logopedico su Messina e in tutta la Sicilia – impatta profondamente sul benessere emotivo e psicofisico dell’individuo. Più questi aspetti vengono limitati, maggiori saranno le ripercussioni sulla qualità della vita in età adulta. Ecco perché è importante lavorare, anche tra i più piccoli per limitare fenomeni di voice shaming”.

La città di Messina aveva già dimostrato forte sensibilità su questa problematica facendosi portavoce della campagna sociale avviata su scala nazionale da Vivavoce lo scorso 16 aprile, in occasione della Giornata Internazionale della Voce.

“La balbuzie riguarda più di un milione di italiani – ha dichiarato l’assessore alle politiche sociali Alessandra Calafiore – ma è un argomento ancora tabù nelle famiglie e anche nella società. La balbuzie è un problema legato direttamente alla socialità delle persone che ne soffrono e che, troppo spesso, fanno ancora fatica a superare lo stigma, i pregiudizi e i luoghi comuni che le circondano.Credo che occorra vederla come una sfida da cogliere e affrontare, un ostacolo che si può superare, ma che prima di tutto bisogna conoscere”.

Il fenomeno del “voice shaming” è molto più diffuso di quanto si immagini: indica l’insieme di atteggiamenti negativi e discriminatori nei confronti di una persona a causa del suo modo di parlare, impattando talvolta in modo determinante sulla vita sociale e professionale dell’individuo e sul suo benessere psico-emotivo. L’Associazione Vivavoce è una realtà nata proprio dal desiderio di alcuni pazienti del Centro Medico Vivavoce, insieme al suo fondatore Giovanni Muscarà, ex balbuziente, di dare supporto a chi, come loro, soffre o ha sofferto in vari contesti, sia lavorativi che sociali, a causa di difficoltà legate alla comunicazione.

È un fenomeno già in parte documentato dalla letteratura scientifica: in diversi contesti sociali le persone che soffrono di balbuzie, disturbi della voce e disturbi del linguaggio subiscono più frequentemente la discriminazione o l’esclusione sociale.

A testimoniare l’urgenza di un intervento per promuovere un cambio culturale sulla problematica voce sono i dati italiani: le persone affette da disturbi della voce e del linguaggio sono tre volte più soggetti al rischio di discriminazioni e bullismo rispetto ai loro coetanei. Il 70% delle persone con balbuzie dichiara di aver perso almeno un’occasione di impegno o di promozione a causa del disturbo legato alla propria voce. Il 20% afferma di aver rinunciato a un lavoro o a una promozione a causa delle difficoltà riscontrate nel linguaggio. Numerosi bandi di concorso pubblici? inoltre riportano alcuni disturbi della parola come caratteristica discriminante e causa di inidoneità.

L’associazione Vivavoce nasce con lo scopo di rendere viva la voce di chi non riesce a essere se stesso a causa di problemi nella comunicazione. L’obiettivo è quello di rendere ogni persona libera di essere sé stessa, potendo esprimere senza nessuna limitazione il mondo che ha dentro. La missione di Vivavoce è quella di avviare una rivoluzione culturale sui problemi legati ai disturbi della voce, dell’apprendimento e della comunicazione attraverso progetti di sensibilizzazione, formazione, inclusione e ricerca con il fine di abbattere le discriminazioni.

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