“Il tuo nome è donna”, edizione 2023: Claudia Zappia, protagonista della residenza al Nuovo Teatro Val D’Agrò di S. Teresa di Riva

Si è svolta dal 14 al 20 ottobre presso il Nuovo Teatro Val D’Agrò di Santa Teresa di Riva, la terza edizione del progetto “Il tuo nome è donna – residenza artistica”, ideato e diretto dall’attore e regista messinese Angelo Campolo, grazie al sostegno del Fondo Psmsad INPS, in collaborazione con Daf Project e l’associazione “Messina Tourisme Boureau”.

L’iniziativa conta già due edizioni realizzate nel 2020, in collaborazione con il comune di Galati Mamertino (ME), e nel 2022, in collaborazione con la Città Metropolitana di Messina, CIRS Messina, Posto Occupato e Teatro dei Tre Mestieri.

Protagonista dei giorni di studio e residenza di questa nuova edizione dedicata al teatro di narrazione, è stata l’attrice Claudia Zappia, insieme agli attori Antonio Previti e William Caruso.
Nata a Messina, la sua passione per il Teatro inizia da giovanissima sin dai tempi del Liceo Classico. Successivamente si trasferisce a Roma, dove si Laurea in Storia del Teatro presso l’Università la “Sapienza” e nel 2015 si diploma all’Accademia d’Arte del Dramma Antico di
Siracusa.

La incontriamo al termine dei lavori.

C’è un episodio che ti fa piacere ricordare del tuo periodo alla scuola dell’INDA?
Più che un episodio, mi fa piacere poter ricordare tutto il percorso. Sono stati anni fortunatamente duri e intensi, anni in cui sono molto cresciuta, mi sono messa in discussione. Quello che ricordo con nitidezza è di aver avuto la possibilità di poter studiare e sperimentare senza limite di tempo, qualcosa che non si ritrova così facilmente quando si comincia a lavorare. Ricordo la mia prima “prima” al Teatro greco di Siracusa, per cui ringrazio la mia Accademia, che forma i suoi allievi attraverso percorsi di studio teorico e pratico.
Hai mai fatto l’esperienza di una residenza?
Mi è capitato di fare già una residenza, nel 2018, con al compagnia RDA diretta da Mauro
Avogadro, in occasione del Festival di teatro antico di Segesta. Credo sia un’esperienza necessaria per un attore. Quando accade lo considero un’occasione di crescita personale, un avanzamento di percorso, quella possibilità di poter cercare e trovare nuove strade per il proprio percorso creativo. In un momento come questo, fatto di velocità, lo trovo un regalo.
C’è un consiglio che vorresti offrire ai giovani che si avvicinano alla formazione teatrale?
Sicuramente consiglio di creare personalmente un percorso di studio ben definito. Il mio non è stato composto solo dall’Accademia dell’INDA. Mi sono laureata alla Sapienza di Roma, dopo l’Accademia ho frequentato il corso di Alta Formazione Casa degli Artisti del Teatro Due di Parma e ho fatto tante altre esperienze e laboratori tutte volte sempre a imparare, a cogliere ogni dettaglio.
Non sentirsi mai arrivati, cercare sempre, essere un artista alla continua ricerca e sperimentazione creativa, mettersi sempre e costantemente in discussione.

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