
La corsa alle regionali siciliane del 2027 vede il centrosinistra impegnato in una ricerca febbrile di un candidato unitario per sfidare Renato Schifani, presidente uscente del centrodestra. Ismaele La Vardera emerge come figura di spicco, forte di un recente sondaggio che lo indica al 64% di gradimento e Controcorrente al 14,5% come primo partito d’opposizione.
Ismaele La Vardera, deputato regionale di Controcorrente ed ex di Sud chiama Nord, si propone apertamente come leader della coalizione, puntando su un “programma rivoluzionario” incentrato sulla sanità e proponendo “sondaggi di strada” nei mercati al posto delle primarie tradizionali. Giuseppe Antoci, europarlamentare M5S ed ex presidente del Parco dei Nebrodi, è spinto dal leader Conte come possibile candidato pentastellato.
Nuccio Di Paola, coordinatore regionale M5S, e Alfio Mannino, segretario Cgil Sicilia, rappresentano alternative interne al Movimento 5 Stelle e al Pd. Il centrosinistra fatica a unirsi: il Pd è diviso tra segreteria di Anthony Barbagallo e gruppo parlamentare all’Ars, mentre Alleanza Verdi Sinistra apprezza La Vardera ma insiste su un “candidato utile” per lanciare la sfida.
La coalizione progressista appare ancora senza un progetto condiviso, con La Vardera che lancia appelli a Elly Schlein per ricucire le divisioni dem e apprezza l’apertura di Avs.
Nel “campo largo” resta ancora da chiarire l’apporto delle forze riformiste: Italia Viva ha lanciato “la Casa Riformista” senza tuttavia coinvolgere le altre forze d’area.
L’obiettivo comune resta un’alternativa credibile a Schifani, in un contesto di crisi nel centrodestra che potrebbe favorire l’opposizione.







