
Lo scandalo di Salvatore Iacolino, manager sanitario legato a Cosa Nostra, ha scosso la Sicilia con accuse di corruzione e appalti truccati, innescando un fronte unito delle opposizioni contro il governatore Renato Schifani.
L’inchiesta della Procura di Palermo parte da Carmelo Vetro, boss di Cosa Nostra scarcerato nel 2019, che pilotava appalti sanitari tramite Iacolino, ex eurodeputato di Forza Italia vicino a Schifani. Nel 2024-2025 emergono intercettazioni su favori per accreditamenti ASP Messina e Palermo, con assunzioni e tangenti fino a 40.000 euro; a marzo 2026, iscrizione nel registro degli indagati per concorso esterno mafioso e corruzione. Schifani nomina Iacolino al Policlinico di Messina, ma perquisizioni rivelano 90.000 euro cash e legami con massoneria deviata.
Le opposizioni siciliane, da M5S a Pd, passando per IV, Piu Europa, AVS e Controcorrente puntano il dito su Schifani per aver protetto Iacolino nonostante i segnali di allarme. Nuccio Di Paola (M5S) lo definisce “responsabile dello sfascio sanitario” e chiede dimissioni immediate del governatore, accusandolo di “coperture inaccettabili”. Antonio De Luca (M5S) evoca “macigno sul governo regionale”, legando lo scandalo a liste d’attesa infinite e pazienti costretti a emigrare.
Michele Catanzaro e Anthony Barbagallo (Pd) denunciano una sanità “sottomessa a mafia e politica clientelare”, invocando mozione di sfiducia contro Schifani e revoca di tutte le nomine. Fabrizio Micari (Italia Viva) parla di “contiguità criminale” che mina la fiducia nelle istituzioni, mentre Ismaele La Vardera (Controcorrente) attacca: “Schifani è il peggior governatore della st
L’inchiesta prosegue: Iacolino resta indagato per concorso esterno mafioso e corruzione aggravata, con possibili rinvii a giudizio da parte del Gip Filippo Serio; le opposizioni spingono per audizioni in Ars e dimissioni di Schifani. La Procura potrebbe estendere accertamenti ad altre ASP (Palermo, Trapani).







