
“In queste vergognose foto è ritratta ‘Via Lucia Natoli’, nei pressi dell’isolato 13, a Giostra. Ho impiegato due anni, da Garante dell’infanzia, per far intitolare questa strada ad una collega, ad una amica, ad una maestra. Dopo 5 anni non esiste ancora un cartello e la strada è una discarica a cielo aperto”. È l’amaro sfogo pubblicato stamattina su Facebook da Angelo Fabio Costantino, psicoterapeuta ed ex Garante per l’infanzia e l’adolescenza di Messina.
Costantino, che ha lavorato anni a fianco di Lucia Natoli – educatrice e studiosa apprezzata in tutta Italia per i suoi studi sul recupero degli adolescenti fragili –, ricorda come la intitolazione non fosse casuale: “La scelta di quel posto è stata pensata per riconoscere l’impegno di una professionista eccellente che si è spesa per salvare dalla strada tantissimi ragazzi. Ho avuto il privilegio di lavorare con lei per molti anni apprendendo tutto quel poco che conosco sulla devianza minorile”. Con il sostegno di figure come Maria Palella, Padre Francesco Pati, Carmen Currò e Saro Visicaro, e funzionari del Dipartimento Giustizia minorile, riuscirono a ottenere l’intitolazione. “Il giorno in cui è morta bruciata le ho promesso che le avrei fatto intitolare una via di Messina perché tutti potessero conoscere quanto di bello ha donato alla città”.
Oggi, però, la strada è un “letamaio” senza insegna, con “la spazzatura che arriva alle finestre delle case”, denuncia Costantino. “Quella strada non le rende merito, non rispetta la sua memoria e offende la sua famiglia. Lucia Natoli era una professionista apprezzata in tutta Italia, una studiosa attenta e rigorosa che ha scritto pagine importanti sul recupero degli adolescenti fragili. Il suo contributo è riconosciuto in tutta Italia e dalla comunità scientifica. Molti suoi allievi continuano a lavorare in prestigiose istituzioni dello Stato”.
Lo psicoterapeuta non risparmia stoccate: “Non è giusto che a causa mia, per le antipatie che mi sono attirato, venga offesa ancora la memoria di Lucia”. Annuncia un intervento diretto: “Scriverò al commissario Mattei perché si ripristini il decoro e si recuperi la dignità e il rispetto per chi ha dedicato la vita per i ragazzi fragili. Torni il decoro in quella strada, non per me ma per gratitudine a Lucia Natoli”.
L’episodio riaccende i riflettori sul degrado urbano a Giostra e sull’incuria amministrativa, in un quartiere già segnato da problemi cronici. La memoria di Lucia Natoli, simbolo di impegno silenzioso contro la devianza minorile, merita di più di una discarica.







