Banda larga e fibra ottica: a che punto siamo con la rete in Sicilia?

Internet permea ormai qualsiasi aspetto della vita di tutti i giorni. Non c’è quasi più nulla che non si possa fare grazie ad Internet: dal lavoro in smart working, ai trasporti, regolati e indirizzati grazie alla rete e ai sistemi satellitari. Per non parlare degli acquisti di beni e servizi fino all’intrattenimento.

Senza la rete le forme di entertainment assumerebbero oggi forme assai diverse. Niente musica in streaming ma solo su supporti fisici, niente TV on demand ma palinsesto fisso dei canali satellitari, nessuna possibilità di sfruttare codici bonus per giocare online ai casinò ma solo tanti chilometri da fare per entrare nelle sale da gioco terrestri. Ma qualcosa, in Trinacria, è cambiato per sempre.

La rete in Sicilia: a che punto siamo con la copertura

Oltre 4.500 chilometri di fibra ottica FTTH (Fiber To The Home), 380.000 unità immobiliari connesse, (di cui 261.000 con tecnologia FWA misto fibra-wireless), 2.300 sedi della PA coinvolte (scuole, ospedali, uffici comunali, presidi sanitari, forze dell’ordine, biblioteche) e più di 300 paesi collegati. Investimento totale: 239 milioni di euro. La Banda Ultra Larga (BUL) di Open fiber è realtà in Sicilia da luglio 2025. Il Piano BUL è stato promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Infratel Italia. Ha interessato i borghi e piccoli centri sprovvisti di connettività ultraveloce. Vantaggi? Velocità di trasferimento dati, consumi energetici inferiori del 60% rispetto alle reti in rame, impatto ambientale ridotto, sostenibilità sociale ed economica.

Alessandro Dagnino, Assessore all’Economia della Regione Siciliana, ha espresso a suo tempo piena soddisfazione per il completamento dell’opera: “Un’infrastruttura strategica per la crescita del nostro territorio che segna un passo decisivo per l’eliminazione del digital divide proiettando l’isola all’avanguardia nell’economia legata all’innovazione tecnologica. Un’opportunità reale per generare sviluppo, aumentare la popolazione delle aree interne, che rende la nostra isola più competitiva e attraente per le imprese”.

Open Fiber era già presente con la sua rete FTTH nelle Città Metropolitane di Palermo, Catania e Messina e in altre 13 grandi e medie città siciliane con un investimento privato di 350 milioni di euro per un totale di 928.000 unità immobiliari connesse e quasi 250mila clienti attivi.

Il paragone con la situazione nazionale

La Sicilia è stata la prima regione del Sud Italia a chiudere il progetto infrastrutturale delle cosiddette aree bianche, ossia le zone nelle quali non era presente un’infrastruttura per la Banda Ultra Larga e nessun operatore aveva mostrato interesse a investire, al punto da rendere necessario un intervento economico da parte dello Stato. E così la Sicilia è stata la prima a dotarsi di fibra ottica FTTH.

Alessandro Dagnino ha espresso a suo tempo piena soddisfazione anche per il traguardo ottenuto in primis sull’isola: “Sono davvero orgoglioso del fatto che la Sicilia sia la prima grande regione italiana e la prima del Sud Italia a completare il Piano Banda Ultra larga, che ha consentito la connessione in fibra ottica di ben 300 comuni”. Dello stesso avviso anche Giuseppe Gola, Amministratore delegato Open Fiber: “Con la chiusura del Piano BUL in Sicilia, Open Fiber raggiunge un traguardo strategico in una delle regioni più significative del Sud che ha sempre dimostrato una forte attenzione verso l’innovazione tecnologica”.

Va meglio con il 5G?

La nuova infrastruttura in fibra ottica è capace attualmente di offrire velocità fino a 10 Gigabit per secondo offrendo così importanti opportunità per cittadini, imprese e amministrazioni locali. Dalla telemedicina al lavoro da remoto, dal controllo del territorio alla gestione intelligente dei servizi urbani.
Come si legge dall’ultimo comunicato aziendale dell’azienda in tema di fibra ottica, “Proseguono i lavori previsti dal Piano “Italia a 1 Giga”, cofinanziato al 30% dall’azienda di telecomunicazioni che ha già investito 100 milioni di euro per portare la connettività in fibra ottica in 312 Comuni delle nove province: tale intervento, ad oggi, ha permesso di coprire 122.000 civici con tecnologia FTTH e altri 9.000 con la rete FWA”.

Resta invece la solita querella su quella che dovrebbe essere la vera rivoluzione infrastrutturale siciliana: il ponte sullo Stretto. Prossima la battaglia in Parlamento con le opposizioni all’attacco con emendamenti a raffica.

Partecipa alla discussione. Commenta l'articolo su Messinaora.it