
Palermo torna al centro di una controversia internazionale per l’arrivo previsto del vascello russo TS Shtandart, replica storica della fregata di Pietro il Grande. A chiedere di bloccarne l’attracco è Riccardo Magi, segretario di +Europa, che lancia un appello al governo affinché impedisca l’ingresso della nave nel porto del capoluogo siciliano.
Secondo Magi, consentire lo scalo significherebbe aggirare il regime sanzionatorio europeo imposto alla Russia dopo l’aggressione all’Ucraina. Il leader di +Europa parla di una presenza incompatibile con le misure decise dall’Unione europea e invita l’esecutivo a intervenire con urgenza per fermare l’ormeggio.
«Il governo blocchi con urgenza lo scalo a Palermo previsto in queste ore del vascello russo TS Shtandart», è il cuore dell’appello rilanciato da Magi. Per il segretario di +Europa, la nave non sarebbe soltanto una replica storica, ma un simbolo del potere marittimo imperiale russo, e il suo ingresso in porto rappresenterebbe un segnale politico inaccettabile.
La vicenda ha già acceso il dibattito, anche perché il TS Shtandart risulta battente bandiera delle Isole Cook, elemento che alimenta il confronto sulla compatibilità dello scalo con le restrizioni europee. Magi sostiene che cambi di registro e passaggi formali di proprietà non possano cancellare il legame sostanziale con la Russia e chiede un intervento immediato delle autorità competenti.
Nell’appello rivolto al governo, +Europa invita anche a coinvolgere il Comando generale delle Capitanerie di porto e tutte le autorità marittime nazionali per evitare ulteriori tentativi di attracco non autorizzati. Il caso di Palermo, dunque, si intreccia con il quadro più ampio delle sanzioni Ue e con il fronte diplomatico aperto dalla guerra in Ucraina.
“Qualora l’attracco fosse confermato, è bene ricordare – puntualizza il leader di +Europa – che il Ts Shtandart non è solo una nave scuola, è un simbolo del potere marittimo imperiale russo. Permettere il suo attracco non costituirebbe solo una violazione tecnica delle norme, ma un inaccettabile segnale di debolezza politica e una mancanza di rispetto verso le vittime del conflitto in corso”. E spiega: “Il Regolamento Ue vieta l’accesso ai porti degli Stati membri a tutte le navi registrate sotto bandiera russa o che tentino di aggirare tali restrizioni attraverso cambi di registro o gestioni societarie opache. Le indagini sulla struttura proprietaria della nave confermano che, nonostante i recenti tentativi di registrazione a nome di Mariia Martus (cittadina con doppio passaporto russo e finlandese), il controllo effettivo rimane nelle mani di Vladimir Martus, cittadino russo e amministratore della società Martus TV GmbH. Il passaggio formale della proprietà a un familiare rappresenta – avverte Magi – una strategia consolidata per tentare di sottrarsi alle restrizioni internazionali, mantenendo intatto il legame operativo e politico con soggetti russi”.







