Invalidità pilotate, favori e ricompense nell’Asp di Messina: esplode il caso del neo consigliere comunale Asciutto

Un sistema strutturato di falsi certificati e favori per ottenere indebitamente l’invalidità civile, con al centro Francesco Asciutto (nella foto in un recente “santino” elettorale) e una rete di altri indagati e mediatori. L’inchiesta della Procura di Messina, guidata da Antonio D’Amato e coordinata dalla pm Giorgia Spiri, mette al centro il neo consigliere comunale e medico dell’Asp Francesco Asciutto, insieme ad altri sette indagati, in un quadro che gli inquirenti ritengono fatto di favori, certificati falsi e presunte ricompense economiche. Secondo la ricostruzione, il sistema sarebbe andato avanti per mesi, almeno dal novembre 2024 fino a oggi, e avrebbe riguardato pratiche per il riconoscimento di invalidità civile e benefici assistenziali.

Le contestazioni, a vario titolo, sono tre: truffa aggravata, falso e, in un solo episodio, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il caso più grave, secondo la Procura, riguarda la cognata di Asciutto, Angela Villanti, per la quale sarebbero stati presentati certificati sanitari ritenuti fittizi, anche con documentazione che avrebbe consentito prima il riconoscimento dell’invalidità al 100% e poi dell’“infermità non più revisionabile”. Gli inquirenti sostengono che quelle carte mediche sarebbero state costruite o utilizzate in modo fraudolento per ottenere indebitamente prestazioni dall’Inps.

La tesi della Procura è che il metodo fosse sempre lo stesso: certificati sanitari falsi, in alcuni casi ricavati da pratiche di altri pazienti ignari, poi inseriti in nuove domande per l’invalidità. In questa ricostruzione, Asciutto avrebbe agito con il coinvolgimento di un dipendente amministrativo dell’Asp, Domenico Calogero, e di alcuni intermediari che avrebbero fatto da tramite tra il medico e i beneficiari delle pratiche. Tra questi vengono indicati il marocchino Abderrahim Cherckaoui, Antonino Celona e Patrizia La Camera, oltre a Giuseppa Isonzo e Angela Venuto, che risultano fra i beneficiari o i soggetti coinvolti nelle pratiche contestate.

L’episodio più pesante sul piano penale è quello che riguarda la presunta corruzione: secondo l’accusa, Giuseppa Isonzo avrebbe consegnato una somma di denaro ad Antonino Celona, perché una parte finisse ad Asciutto come ricompensa per una pratica di invalidità ottenuta in modo fittizio [source non disponibile in questa risposta]. Qui non si parla solo di falsificazione documentale, ma di un possibile mercato delle certificazioni, cioè di un abuso di funzione dentro un settore particolarmente sensibile come quello della tutela delle fragilità.

La vicenda è politicamente esplosiva perché coinvolge un consigliere comunale appena eletto e un medico dell’Asp, quindi una figura che opera dentro un servizio pubblico rivolto a persone fragili e non autosufficienti. L’effetto sull’opinione pubblica è immediato: il caso non appare come un fatto isolato, ma come il sintomo di una gestione opaca di relazioni, accessi e certificazioni dentro un settore dove la fiducia è fondamentale. Per questo l’impatto politico rischia di essere più ampio del solo profilo giudiziario, perché tocca credibilità istituzionale, opportunità politica e rapporto tra potere sanitario e consenso elettorale.

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