
Via Palazzo, lungomare di Torre Faro: i cestini per le deiezioni canine sono stracolmi da tempo, secondo la segnalazione arrivata da un lettore che ci ha inviato le foto. E la scena è perfetta per raccontare l’ennesima contraddizione di una Messina che si fregia della Bandiera Blu, ma poi lascia marcire il minimo indispensabile della manutenzione quotidiana. Perché il borgo marinaro, molto frequentato in estate, può anche essere da cartolina; ma se i cestini esplodono e nessuno li svuota per mesi, la cartolina prende subito un’altra piega.
Il paradosso è sempre lo stesso: da una parte si celebra Torre Faro come vetrina estiva della città, dall’altra si continua a trattarla come un posto che si può abbellire a spot, senza poi garantire i servizi più banali. Anche la vicenda delle barche allontanate o limitate lungo la fascia costiera va letta dentro questa logica da vetrina: si ripulisce l’immagine, si mette in ordine il decoro, si compongono gli spazi per il riconoscimento ambientale, ma poi restano irrisolti i problemi veri di un borgo marinaro che vive di mare, traffico, presenze estive e che quest’anno sembra un cantiere aperto.
E ora anche il capitolo più indigesto: quello dei cestini per la raccolta delle deiezioni canine, che ci riporta alla memoria la propaganda deluchiana degli aspiracacca. Nel 2020 Messina Servizi acquistò i primi tre ciclomotori aspiratori per le deiezioni canine, annunciando la partenza di un sistema più moderno per ripulire strade e marciapiedi. Nel 2021 A.Se.R. comunicava anche l’arrivo dei nuovi cestini dedicati alle deiezioni canine, con un costo indicato nell’avviso pari a 100 euro per ciascun contenitore. Il problema è che, tra annunci, foto e comunicati, di quegli aspiracacca oggi sembra essersi persa quasi ogni traccia: spariti dalla scena come spesso spariscono le soluzioni quando finiscono i riflettori. E i cestini eccoli li: pieni e maleodoranti.
La questione, in fondo, non è il solo cestino pieno. È la distanza siderale tra la propaganda del “borgo premiato” e la realtà di un territorio che, nei fatti, viene governato a colpi di simboli e inaugurazioni, salvo poi lasciare ai residenti e ai visitatori la gestione del disagio quotidiano. Torre Faro è uno dei luoghi più belli e più amati di Messina, ma non si può continuare a venderla come eccellenza turistica mentre l’ordinario viene abbandonato al suo destino.







