Pareri senza futuro

di Carmen Currò – La nostra memoria è così breve, limitata al frastuono della cronaca che, soprattutto, nell’ambito politico, accettiamo e riteniamo ‘normale’ chi si è distinto per cambi di casacca, non plausibile cambio d’idee, e per disinvoltura nello stile con cui si è occupato e si occupa di politica, certamente non più cosa pubblica. I problemi gravi, le condizioni disastrate delle giovani generazioni e le altre questioni che attanaglino il nostro quotidiano, non sono all’ordine del giorno.
D’altra parte, oggi è apprezzato il rumore delle idee-opinioni in ogni ambito, senza autentica sostanza, le sceneggiate spacciate per rivendicazioni, e la conquista di un posto nei social, che poi significa nel mondo, le finte letture di libri, riassunti rubati, sfornati con la padronanza della telematica, il disprezzo palese o sottinteso di chi si sforza, senza fortuna, a voler insistere su idee, analisi, progetti e visioni del mondo, a partire da rigorose premesse storiche ed etiche, persino.
Una volta, anni luce, luce, alcune persone dicevamo “ non voglio morire democristiano” e capivamo bene cosa si voleva dire; oggi possiamo timidamente sussurrare “ speriamo di sopravvivere a chi non è né carne né pesce, né di destra né di sinistra, nè maschilista nè femminista nè razzista ma solo vuoto d’idee, “vacanti” e pronto a vendersi la madre per un posto al sole, considerando la politica alla stregua di una partita a tennis o a bocce.
Tutto ciò per confermare la sua esistenza sul “mercato” senza, in genere, saper fare nulla, o quasi, se non il gioco delle tre carte in cui eccelle.
Ragioniamo al ribasso e al ribasso veniamo giudicati se solo ci azzardiamo ad esprimere una idea ed una posizione non di moda oggi.
Il potere che si rinnova, bellezza!, e che, imbellettato a dovere, si prende la scena della “nuova politica”.
Tutto il resto è “invisibile “.

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