Riequilibrio, Guido Signorino: “Riproporremo il piano, gli altri non hanno idea di cosa fare”

bdr

«Per la città di Messina la tematica del riequilibrio finanziario pluriennale è davvero centrale per la tenuta dei conti e soprattutto per la qualità dei servizi che possiamo rendere ai cittadini. Questa amministrazione ha affrontato questo argomento fondamentale con grande determinazione e competenza, segnando un percorso credibile, certo e sostenibile, anzi lavorando anche politicamente e istituzionalmente per costruire a beneficio di tutta Italia percorsi realmente sostenibili sotto il profilo sociale che consentano di pagare i debiti e di mantenere i servizi per le città indebitate».

Lo ha dichiarato a margine del seminario formativo su “Il risanamento economico e finanziario dell’Ente locale: strumenti di risoluzione della crisi finanziaria”, organizzato dal Comune di Messina in collaborazione con il Centro Studi Enti Locali e che si è svolto nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, l’assessore al Risanamento economico e finanzario Guido Signorino che ha relazionato con l’assessore al Bilancio, Enzo Cuzzola, Luciano Fazzi, presidente dell’Ancrel (Associazione nazionale certificatori e revisori degli Enti locali) Toscana Liguria, e  Giuseppe Vanni, dottore commercialista e revisore Enti Locali. I lavori sono stati introdotti dal segretario generale Antonio Le Donne.

«Impropriamente e con un grave danno – ha proseguito Signorino – il Consiglio comunale ha bocciato la rimodulazione a 20 anni del piano di riequilibrio che da sola ci avrebbe consentito, solo negli anni 2019 e 2020, di ottenere circa 25 milioni in aggiunta per evitare tagli ai servizi e per rilanciare le attività di spesa e di investimento in città. La prima cosa che l’amministrazione Accorinti farà, naturalmente, sarà riproporre al nuovo Consiglio comunale il piano di riequilibrio a vent’anni che ci consente di respirare».

Signorino ha quindi commentato le “ricette” di alcuni candidati a sindaco: «Altrove non sento chiarezza – ha detto – sento parlare di “bombe ad orologeria”, sento di richieste fatte al ministero dell’Interno come se non si avesse idea di cosa fare… nel primo caso come nel secondo si dimostra di non conoscere che cosa un’Amministrazione seria e responsabile è in grado di offrire alla città su questo delicatissimo problema. Noi sappiamo cosa fare e lo offriamo ai cittadini».

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