OTTO ANNI FA LA MISTERIOSA MORTE DI ATTILIO MANCA: L’OMBRA DELLA MAFIA E IL CORAGGIO DI UNA MAMMA

 

“Ore 9 circa di giorno 11 Febbraio 2004 : ultima strana telefonata di Attilio : “mamma mi dovete fare aggiustare la moto per l’estate, subito .” …..La telefonata è sparita dai tabulati. Dove si trovava Attilio quella mattina e soprattutto di chi era ostaggio? Dott.Petroselli (sostituo procuratore di Viterbo, ndr), prima di fare morire una persona per droga si fanno delle indagini serie, cosa che lei in questi anni non ha fatto. Vergognosamente solo dopo 8 anni ha chiesto di esaminare le siringhe ……chissà se si troverà qualcosa ormai su quelle siringhe!!!!!!!!”

Queste sono le parole di Angela Manca, affidate alle pagine di facebook dove la “mamma coraggio” continua a rivendicare che si faccia giustizia sulla morte dell’urologo 34enne, trovato morto nel suo appartamento di Viterbo, e dichiarato ufficialmente “suicida”. Una triste pagina di cronaca che aspetta chiarezza: dopo otto anni, infatti, la famiglia aspetta ancora che venga accertata la verità, dal momento che nessuno di quelli che hanno conosciuto Attilio Manca può credere all’ipotesi del suicidio, e soprattutto della tossicodipendenza del brillante giovane dottore.

Sulla storia di Attilio, infatti, pesa l’ombra della mafia e dell’ipotesi che sia stato proprio il giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto, in quegli anni era tra i pochissimi urologi che operavano per via laparoscopica, ad operare, durante la latitanza, il boss Bernardo Provenzano. Un viaggio in Francia tra la fine di ottobre e il mese di novembre del 2003, durante il quale i genitori di Attilio ricordano di aver ricevuto due telefonate, in cui il figlio diceva appunto di essere li per eseguire un intervento. Una circostanza che non è stata ancora verificata, sebbene vi sarebbero delle intercettazioni del boss mafioso Francesco Pastoia che racconta di un urologo siciliano che avrebbe visitato il capo di Cosa Nostra.

“Coincidenze” che per la madre, il fratello e l’avvocato che si stanno battendo per il proseguimento delle indagini, sarebbero una prova plausibile di una morte procurata e non certo di un suicidio.

Dopo tre richieste di archiviazione (debitamente respinte) lo scorso 30 novembre il Gip di Viterbo, Salvatore Fanti, ha disposto un supplemento di indagine per cinque uomini di Barcellona Pozzo di Gotto e una donna romana. Il reato ipotizzato riguarda la morte come conseguenza di un altro delitto. Nella fattispecie la cessione di eroina. Attilio Manca, infatti, è morto nella notte tra l’11 e il 12 febbraio per un mix di eroina e di un potente sedativo. Al momento gli indagati sono: Ugo Manca, cugino del medico, Angelo Porcino, Renzo Mondello, Salvatore Fugazzotto, Andrea Pirri e Monica Mileti. Figure chiave sono il cugino Ugo Manca, condannato in primo grado per traffico di droga e assolto in appello,  e di Angelo Porcino, arrestato per mafia lo scorso giugno.

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